emissioni
Fake News

Quanto incidono gli allevamenti sulle emissioni di gas serra?

Le emissioni sono molto meno di quanto si pensi. Ce lo dice un’indagine ISPRA

Secondo un’indagine ISPRA, il numero delle emissioni annue in atmosfera ha registrato un calo importante nel 2019. Nei report National Inventory Report 2021 e Informative Inventory report 2021, diffusi lo scorso 16 aprile, si registra che la diminuzione sia ricollegabile soprattutto alle novità degli ultimi anni nel comparto energia: da un lato, infatti, crescono le energie rinnovabili e, dall’altro, si misurano significativi risultati per ciò che concerne le misure di efficienza con effetti positivi in generale in termini di riduzioni delle fonti fossili. In Italia solo il 7,1% delle emissioni di gas serra è attribuibile all’agricoltura e altri comparti, invece, incidono in maniera notevole: i trasporti con il 25,3% o le industrie energetiche con il 23,7% a cui si ricollegano quindi circa la metà delle emissioni di gas climalteranti. Da un’analisi più approfondita, emerge inoltre che solo poco più del 5% è ascrivibile al settore dell’allevamento (79% del comparto agricolo). La cifra è sensibilmente più bassa rispetto ai numeri indicati, per tale settore, dalla FAO (14,5%): ciò è dovuto, da un lato, agli standard italiani in agricoltura sicuramente più ecosostenibili se paragonati a quelli applicati in altri continenti e poi alla dieta mediterranea, che bilancia i cibi prevedendo una quota pro capite di carne inferiore rispetto alla media occidentale.

Le restrizioni alla mobilità e la chiusura delle attività dovute al Covid-19 si sono tradotte in Italia in un ulteriore riduzione delle emissioni di quasi il 10%. Tale dato dimostra quanto questi settori incidano nella bilancia delle emissioni. Anche Coldiretti conferma che l’emergenza sanitaria non ha fermato gli allevamenti italiani per garantire i rifornimenti alimentari alle famiglie e che il crollo dei climalteranti sia stato ottenuto con la riduzione delle attività di industrie e trasporti.

Purtroppo bisogna fare i conti con costanti visioni allarmistiche e messaggi fuorvianti non suffragati dai dati che incidono negativamente sulla filiera e sui consumatori. “Da parte del Mipaaf, c’è costante attenzione e supporto al settore, anche nei confronti di fake news e attacchi mediatici – commenta il Ministro delle Politiche agricole, Stefano Patuanelli – La filiera zootecnica italiana è ai primi posti nel mondo per la qualità e, da tempo, gli allevatori hanno avviato un percorso improntato alla sostenibilità”.

A tal proposito si è espresso il Prof Giorgio Cantelli Forti, Presidente dell’Accademia Nazionale di Agricoltura, prestigiosa istituzione che aggrega il meglio della scienza italiana nel campo agroalimentare: “L’equilibrio tra natura e vita dell’uomo deve essere costantemente monitorato e solo un indipendente approccio scientifico, costante e olistico, può fornire dati reali da cui trarre le metodologie di intervento. Le posizioni ambientaliste o naturaliste, oltre a spaventare, nulla forniscono a risolvere le problematiche se non ad alimentare rigide ideologie negazioniste. Se ad esempio si volessero scegliere metodi alternativi – continua il Professore – chi può garantire che produrrà meno inquinamento? Non solo l’uomo inquina, anche la natura. L’eruzione di un vulcano ad esempio disperde nell’ambiente enormi concentrazioni di sostanze chimiche e radioattive”.